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Sclerosi multipla - Fisiopatologia

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La fatica, un sintomo invisibile e importante

Per circa il 50% delle persone affette da sclerosi multipla, la fatica è uno dei sintomi peggiori

La fatica (o fatigue) si definisce come una stanchezza grande e persistente che può interessare sia la sfera fisica sia quella mentale. 1 Questo tipo di stanchezza non migliora con il riposo e non è legata al consumo di energia.1 È un sintomo soggettivo e invisibile che le persone con sclerosi multipla (SM) conoscono bene dato che si presenta nel 75-95% dei casi.

Per circa il 50% delle persone con SM la fatica è uno dei sintomi peggiori.2 Infatti, la fatica si associa ad una perdita di qualità di vita dovuta alle difficoltà nello svolgere le attività della vita di tutti i giorni.2,3

Non si conoscono le cause della fatica nella SM. Gli studi indicano che è coinvolto il sistema immunitario, ma anche aspetti neuroanatomici e psicologici.3

Spesso la fatica si somma ad altre disabilità e risulta difficile fare una valutazione oggettiva di questo vero e proprio sintomo.3 Tuttavia, esistono delle scale e dei questionari dedicati alla misurazione della fatica nelle persone con SM, che possono aiutare a prendere decisioni su come affrontarla.

La fatica può essere cronica e persistente, ovvero presente tutto il giorno o nel 50% dei giorni, per un periodo superiore a sei settimane; oppure acuta che arriva in modo improvviso spesso quando si ha una ricaduta o ad altre malattie che accompagnano la SM.2

Fatica e caldo

Recenti studi hanno dimostrato quello che molte persone affette vivono già sulla propria pelle, ovvero che la temperatura può influire in modo significativo sulla fatica. Durante l’estate o quando la temperatura esterea aumenta, la fatica si aggrava.3 Al contrario, in inverno, o con le basse temperature, si osserva un miglioramento del sintomo. Tuttavia, è bene ricordare che l’esposizione alla luce solare favorisce una maggiore energia, così come si osserva nel miglioramento dell’umore, quindi meglio cercare il fresco, ma non chiudersi in luoghi bui per molte ore.3

Come gestirla

La fatica è un’esperienza molto soggettiva e diversa una persona all’altra per questo ogni caso merita un approccio specifico.

Alcuni farmaci, come l’amantadina, possono essere utili ma la loro efficacia è limitata.1,2 La psicoterapia cognitivo-comportamentale può dare risultati migliori, così come fare un’attività fisica specifica.1 Anche la terapia riabilitativa e le strategie di risparmio energetico sono approcci da tenere in considerazione.2

AISM ha redatto un documento scaricabile in cui sono raccolti molti consigli pratici per la gestione quotidiana di questo sintomo.2

Anche l’alimentazione ha la sua importanza: è bene mangiare sano, equilibrato, con cibi ricchi di fibre e mantenersi sempre ben idratati. Mantenere il peso forma è di grande aiuto. Anche se non esiste una dieta specifica per la fatica si consiglia di mangiare pasti piccoli e frequenti e di evitare di consumare troppi zuccheri che potrebbero portare a variazioni nella glicemia e far insorgere momenti di stanchezza.2

La cosa importante è non sottovalutare la fatica, anche se non viene percepita dalle persone attorno a noi, che magari vedono con maggiore facilità altri tipi di disabilità. 

Parlare con il medico della fatica e della sua intensità è un passo fondamentale per affrontare questo sintomo debilitante e migliorare la qualità della nostra vita. 

Bibliografia di riferimento
  1. Picariello F, et al. Defining routine fatigue care in Multiple Sclerosis in the United Kingdom: What treatments are offered and who gets them? Multiple Sclerosis Journal—Experimental, Translationaland Clinical January–March 2022, 1–12

  2. Fatica e sclerosi multipla. AISM disponibile a: https://allegati.aism.it/manager/UploadFile/2/20160919_114_diritti.pdf

  3. Grothe M, et al. The Seasonal Fluctuation of Fatigue in Multiple Sclerosis. Front Neurol . 2022 Jun 17;13:900792