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Sclerosi multipla - Trattamento

3 MIN

Agire sulla sfera psicologica per migliorare l’aderenza

Una recente ricerca indica che agire sulla capacità di distinguere le emozioni può avere un ruolo nel promuovere comportamenti positivi nel paziente con sclerosi multipla, tra cui l’aderenza al trattamento.

Nei pazienti affetti da sclerosi multipla (SM) si stima che l’aderenza alla disease modifying therapy oscilli in un range tra il 52% e circa il 93%.1 La scarsa aderenza riduce l’efficacia clinica e limita l’impatto della terapia sulla progressione di malattia, sulle ospedalizzazioni e sui tassi di mortalità. 1 È quindi fondamentale comprendere le barriere all’aderenza e i fattori che possono migliorarla. 1
Secondo una recente revisione sistematica i principali fattori associati all’aderenza sono genere, età, depressione, funzione cognitiva, soddisfazione per il trattamento ed effetti avversi della terapia. 1
Per quanto riguarda la sfera psicologica i pazienti con SM vivono elevati livelli di stress soprattutto nelle prime fasi della malattia: i primi 5-10 anni dopo la diagnosi sono un momento gravoso caratterizzato da emozioni negative e cambiamenti frequenti nella vita della persona anche a causa delle limitazioni fisiche e della fatigue.2 
Si stima che le persone con SM sono ad alto rischio per le malattie psichiatriche con tassi di depressione che si avvicinano al 50%.2 La diagnosi di depressione o sintomi di depressione sono associati a una riduzione dell’aderenza e occorre identificare dei fattori protettivi su sui è possibile agire tempestivamente.2

Stimolare la Differenziazione Emotiva (Emotional Differentiation) potrebbe essere un approccio da promuovere l’aderenza nelle persone affette da SM.2

Con differenziazione emotiva si intende la capacità di distinguere i diversi stati emotivi in un modo più “granulare”, ovvero decodificare e nominare i diversi sentimenti (positivi o negativi) con una terminologia più ampia e adeguata. Questa abilità ha dimostrato, soprattutto quando si parla di emozioni negative (Negative Emotional Differentiation, NED), di essere protettiva verso l’inattività e il rischio comportamenti disdattativi.2 
In una recente pubblicazione il gruppo di Stanley Seah e colleghi della Kent State University (Ohio, USA) ha ipotizzato che la capacità di differenziazione emotiva possa essere correlata all’aderenza in pazienti con sclerosi multipla. Per verificare questa ipotesi, 27 pazienti con RRMS diagnosticati da non più di dieci anni sono stati arruolati in uno studio. 

I partecipanti sono stati invitati a compilare un diario settimanale in cui dovevano rispondere a dei questionari relativi all’aderenza alla terapia, e sulle emozioni di cui avevano esperienza. Questo ha permesso di raccogliere dati su aderenza e sulla capacità di differenziazione emotiva negativa.2

I dati, seppure su un piccolo campione, hanno confermato che maggiore era la capacità di differenziare le emozioni negative minore era la correlazione tra le emozioni negative provate dai pazienti e l’aderenza alla terapia.2 Infatti, i pazienti che avevano una maggiore capacità NED erano più aderenti, indipendentemente dalla quantità e dalla qualità delle emozioni negative di cui hanno avuto esperienza. 
Stimolare la NED nelle persone affette da sclerosi multipla potrebbe quindi migliorare l’aderenza, quale comportamento adattativo in quei pazienti che hanno esperienza di emozioni e sentimenti negativi.2
Ulteriori studi saranno necessari per supportare questi risultati e permetteranno di valutare le implicazioni cliniche dell’identificare i fattori psicologici che possono facilitare l’adattamento allo stress nelle persone con sclerosi multipla più vulnerabili.2

References
  1. Washington F, Langdon D. Factors afecting adherence to disease modifying therapies in multiple sclerosis: systematic review. Journal of Neurology (2022) 269:1861–1872

  2. Seah THS, et al. Feel to Heal: Negative Emotion Differentiation Promotes Medication Adherence in Multiple Sclerosis. Front Psychol 2022 Jan 10;12:687497