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Emicrania - Patologia

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Emicrania: familiarità o genetica?

La componente genetica determina solo una minima componente della cronicizzazione dell’emicrania che rimane perlopiù una trasformazione determinata dall’ambiente.

Esiste il “gene” dell’emicrania?

L’emicrania è un disturbo che si presenta con una decisa aggregazione familiare1. Tuttavia, l’eredità dell’emicrania è un fenomeno molto complesso sul piano genetico. Sul piano clinico, l’espressione familiare dell’emicrania è contraddistinta da una maggiore gravità del disturbo, con episodi di dolore più intenso rispetto alle forme con minore aggregazione familiare e a una più precoce età di esordio, mentre un esordio più tardivo si associa a una familiarità meno spiccata2.

Nonostante l’evidente familiarità dell’emicrania, le forme del disturbo determinate da uno o pochi geni sono molto rare e clinicamente diverse dall’emicrania sporadica. Queste sindromi genetiche comprendono l’emicrania emiplegica familiare, caratterizzata da un’aura molto peculiare con emiplegia transitoria, alcune malattie mitocondriali o l’arteriopatia cerebrale autosomica dominante associata ad episodi “stroke-like” e leucoencefalopatia (CADASIL)3. Queste sindromi sono caratterizzate da alterazioni metaboliche che causano deficit energetico e ipereccitabilità nei neuroni, il che ne aumenta la suscettibilità a indurre emicrania. Per quanto riguarda l’emicrania sporadica, esiste probabilmente una predisposizione genetica poligenica, ovvero legata all’interazione tra più geni responsabili di diverse azioni distinte sull’attività metabolica dei neuroni e sulla funzione dei vasi cerebrali3.

Questo dimostra che l’eredità associata all’emicrania sporadica è molto complessa. Ancora più complesso è il tipo di eredità che determina le forme più gravi di emicrania, quali l’emicrania cronica. L’evidenza genetica dimostra che la componente genetica determina solo una minima componente della cronicizzazione dell’emicrania che rimane perlopiù una trasformazione determinata dall’ambiente4.

Oltre alla genetica, cosa rende l’emicrania familiare?

La suscettibilità all’emicrania non è data solo dai geni, ma da una complessa interazione tra predisposizione genetica ed elementi ambientali. Un’evidente componente determinante l’espressione dell’emicrania è il sesso. Sappiamo, infatti, che l’emicrania è molto più frequente nelle donne che negli uomini5, una distribuzione che è molto difficile da spiegare in soli termini genetici.

L’ambiente esterno all’organismo può condizionare la suscettibilità all’emicrania e, soprattutto, alle sue forme croniche. La predisposizione genetica e biologica del singolo individuo interagisce con la formazione della sua psiche nell’arco della vita e con gli stimoli provenienti dall’ambiente familiare, lavorativo e sociale nel determinare il modo in cui l’emicrania si sviluppa e incide sulla vita quotidiana. Questo modello biopsicosociale6 deve essere tenuto in considerazione quando si valuta il soggetto con emicrania, soprattutto in presenza di un’aggregazione familiare.

Come influiscono familiarità e genetica sulla terapia dell’emicrania?

Al momento, non esistono precise indicazioni sul rapporto tra familiarità e risposta alle terapie. È verosimile che la risposta alle terapie acute e di prevenzione possa essere associata a dei tratti genetici tuttora sconosciuti7. Così come è complessa l’eredità dell’emicrania, potrebbe essere complessa l’eredità della risposta alle terapie. È ragionevole attendersi che, nel prossimo futuro, studi di farmacogenomica possano integrarsi alle attuali conoscenze cliniche e che si possa determinare in anticipo la risposta ai farmaci impiegati7.

Familiarità e clinica

Concludendo, l’emicrania è un disturbo familiare e, sotto alcuni punti di vista, geneticamente determinato. Probabilmente la suscettibilità all’emicrania è il risultato di una complessa interazione tra diversi tratti genetici e l’ambiente che, nell’arco della vita, circonda il soggetto. Allo stato attuale delle conoscenze, non esiste – salvo rare eccezioni – un “gene” dell’emicrania. Questa lacuna di conoscenze condiziona il clinico a instaurare con il soggetto affetto da emicrania un percorso terapeutico personale, che prescinde dalla storia familiare. Nonostante ciò, la diagnosi e la terapia dell’emicrania considerano sempre il retroterra personale e sociale del soggetto affetto, perché permettono di ricavare alcuni elementi utili per definire le caratteristiche cliniche e programmare la terapia. Una famiglia molto gravata dalla presenza di emicrania può favorire o sfavorire la cura di un soggetto, a seconda del suo grado di supporto e delle sue condizioni culturali e socioeconomiche. D’altra parte, una famiglia in cui l’emicrania è poco presente può comportare uno stigma verso il soggetto affetto e peggiorarne il vissuto. Come sempre, la sensibilità del clinico deve rimanere attenta a tutte le caratteristiche che possano indicare il miglior beneficio per il soggetto da curare.

Bibliografia di riferimento
  1. Stewart WF et al. Familial Risk of Migraine: A Population-based Study. Ann Neurol 1997;41:166-172.

  2. Stewart WF et al. Familial risk of migraine - Variation by proband age at onset and headache severity. Neurology 2006;66:344-348.

  3. Ducros A. Genetics of migraine. Rev Neurol 2021;177:801-808.

  4. Chalmer MA et al. Chronic migraine: Genetics or environment? Eur J Neurol. 2021;28:1726–1736.

  5. Vetvik KG & MacGregor EA. Sex differences in the epidemiology, clinical features, and pathophysiology of migraine. Lancet Neurol 2017;16:76-87.

  6. Rosignoli C et al. Applying a biopsychosocial model to migraine: rationale and clinical implications. J Headache Pain 2022;23:100.

  7. Pomes LM et al. Optimising migraine treatment: from drug-drug interactions to personalized medicine. J Headache Pain 2019;20:36.